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By Ludovico Leporeo

O tu che carmi da Biarmi scandi,

E in prosodia di poesia pretendi,

E i grevi e lievi accenti non intendi,

Né i piè spondei, trochei, piccioli o grandi;

Tu che gran boria e vanagloria spandi,

Ti gonfi e sbranci, e grossi granci prendi,

E le Muse hai confuse, e Febo offendi,

E di laurea centaurea t'inghirlandi.

Tu d'epigrammi e d'anagrammi lindi

Fai lo maestro destro, e stampi e sfiondi

Versi cotanti erranti, in quinci e in quindi.

E fai leporeambi giambi e tondi

Con cui l'orecchie altrui spacchi e rescindi,

E con entosiasmo il biasmo grondi.