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By Auteur inconnu

Poiché destar pietade in voi non posso,

Cintia, col pianto, anzi più cruda e forte,

Come scoglio dall'onde invan percosso,

Nulla vi muove la crudel mia sorte,

Né il cor, da giusto sdegno omai riscosso,

Franger può le sue dure aspre ritorte,

Ben m'oda il Cielo e, al dolor mio commosso,

Spinga la fral mia vita in braccio a morte.

Ma fia ch'io mora in questa etade acerba?

E dalle stelle a' danni miei rivolte

È questo il fin, che all'amor mio si serba?

Ahi pur si mora: e con sua gioia ascolte

Cintia il gradito annunzio; indi superba

Calchi col duro piè l'ossa insepolte.