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By Antonio Tebaldeo

Lasso, quanto è uno amante sciocco e stolto!

Essendo al specchio la mia donna et io,

abagliato dal fervido desio,

credetti, avendo il specchio, aver quel volto.

Tolsilo e sol dopo, nel vetro tolto

mirando, trovai sol il viso mio.

Alhor ragion ch'io avea posta in oblio

rimosse il vel che se era al senso avolto.

Ma non arò rapito il specchio invano,

vendicarommi almen de lui che insegna

a questa donna il suo costume strano:

ché quando avien che al suo conspetto io vegna,

le vengo in mente, e come me alontano

le esco, né posso far che mi ritegna.