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S'avvien talor che augel fugga dal vischio
O pur da' lacci, onde fu preso, egli esca,
Più non si volge all'ingannevol esca,
Né più del Cacciator si ferma al fischio.
A me s'avvien che di fuggir riesca
D'Amor le frodi, a ritentar m'arrischio
Il già corso periglio, e pur m'invischio,
Quasi che stare in libertà m'incresca.
Non ben disciolto dal primiero impaccio,
Di quanto già sofferse il cuor si scorda,
E corre incauto ad un più forte laccio.
Scorgo del sangue mio vermiglia e lorda
L'empia catena, e pur vi stendo il braccio,
Ché resa l'alma alla ragione è sorda.