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D'odorosetti
Vaghi fioretti
Un dì dormia su molle coltre Amor,
Mentre la bella
Mia Pastorella
Non lontana ridea del mio dolor.
Arso di sdegno,
Allor disegno
Nobil vendetta del dispregio far:
Col piè furtivo
Corsi giulivo
Ove l'arco d'Amor vidi posar.
Dal suol l'involo,
E cauto a volo
L'aspra nemica mia vo' per ferir,
Non m'avveggendo
Ch'aspido orrendo
Tra que' fior' l'aureo stral godea lambir.
Quindi saetto
L'algente petto,
Né perdona il gran dardo al core altier.
Ma con qual sorte?
Ahi, che di morte
Parve lo stral, non dell'Idalio Arcier,
Ché, di veleno
Tinto, in quel seno
Portò con poco amor gran crudeltà,
E, s'odio pria,
Or gelosia
Di mia candida fe' giuoco si fa.