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By Battista Guarini

Rose e gigli il bel volto in cui si vede

Le divine bellezze della sua donna

la bocca aprir di perle e di rubini

odorati tesori e pellegrini,

a cui l'Indo e 'l Sabeo s'inchina e cede,

due stelle ove 'l sol perde, ov'Amor siede,

perch'ivi il foco e le saette affini;

angelici costumi, atti divini,

tutta beltà dal crin dorato al piede.

Ma qual sembianza è che tra noi sì rara

cosa simigli o stil che la pareggi?

Qui d'Euterpe e di Clio non giugne il vanto.

Ergiti Urania a' tuoi celesti seggi,

e di ritrar da quelle forme impara

la bella donna di cui vivo e canto.