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Come veder potete, uccellatori
di passerotti siamo,
donne, e con questa rete gli pigliamo.
Saper dovete che di due ragioni
passerotti si trova:
l'una ha le penne e su pe' tetti cova:
l'altra è poi di parole e di svarioni
dette a rovescio e senza discrezione,
che nasce nella bocca alle persone.
Di questi solamente conto e stima
pigliar, donne, facciamo;
però cercando fra la gente andiamo
prima i poeti, che cantando in rima
fan sì gran passerotti e di tal vena,
che nella rete cappiono a gran pena.
Color che savi al mondo son chiamati,
e giudici e dottori,
filosofi, pedanti ed oratori,
son con disio da noi cerchi e bramati;
per che sempre alla bocca de' più dotti
pigliam più begli e maggior passerotti.
Con gran piacer ancor seguiamo appresso
romiti, preti e frati,
che ben che sien da voi tanto onorati,
dicon de' passerotti e tanto spesso,
ch'alla lor bocca sempremai vicino
bisognerebbe aver il reticino.
De i passerotti dunque tutto il giorno
si piglian finalmente
da ogni sorta e condizion di gente,
come si vede, che ci sono intorno;
e così sempre la nostr'arte piglia
passerotti, uccellando, a meraviglia.
Ma quando pur talor noi far vogliamo
una presa che sia
maggior dell'altre, con gran maestria
alle bocche di voi, donne, tendiamo,
che come favellando fate motto,
vien con ogni parola un passerotto.
Su questi libri c'han costoro in mano,
i passerotti tutti
che noi pigliamo, e buoni e begli e brutti,
scritti e notati son di mano in mano;
acciò che per ispasso e per piacere
si possin sempre leggere e vedere.