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S'io credessi restar di vita spento
Nel vagheggiar vostri lucenti rai,
Per tema di morir, Donna, giammai
Il cor non priverei di tal contento.
Anzi se il Ciel mi desse altro tormento,
Che d'aspra morte peggior fosse assai,
Non faria che fra tanti acerbi guai
Pur non mi stessi a contemplarvi intento.
Sprezzar la vita e non temer le pene
Chi stima in me di cieco Amor follia,
Certo non vide voi, dolce mio bene.
E non sa ch'il piacer, che mi desvia
A mirar vostre luci alme e serene,
È tal ch'il core ogni sua pena obblia.