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Tu me fai più contento e glorïoso,
più lieto, più giocondo e più gradivo
che alcuno altro uom felice al mondo vivo,
più che Metello, amico a ciel grazioso.
Non è sì grato forse a l'angoscioso
cervo, dai can cacciato, stagno o rivo,
né ramo frondentissimo d'olivo
doppo gran guerra a popol pauroso
quanto a me quello sdegno altero e vile,
che sciolse al mio cor lasso il forte nodo,
per tôr da l'alma stanca aspri martiri.
Mostra alcun fuor l'animo aver gentile,
ma il vizio interior con sotil modo
scopre i perfidi errori e i van desiri.