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"Empio tiranno Amore," io dissi un giorno,
"Invan sei contro me di strali carco:
Gira pur la tua face all'alma intorno,
Che vedrai chiuso alle tue fiamme il varco.
Non fa l'incauto cor più mai ritorno
A quei barbari lacci, ond'ora è scarco;
Colmo pur di dispetto e pien di scorno,
Gitta la rea faretra e spezza l'arco."
Rivolto a me diss'ei: "Nel cor tu serbi
Orgoglio così fier, perché non senti
Più vivo il duol de' primi strali acerbi.
Ma se mirar vuoi come l'arco avventi
Nuove saette, i lumi tuoi superbi
Volgi di Nice alle pupille ardenti."