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"Aure, che a far le pene mie canore
In questa fragil mia zampogna entraste,
E quindi uscite per lo Ciel portaste
Su i begli òmeri vostri il mio dolore,
Se v'arse mai di gentil fuoco Amore,
E d'Amor foste serve, e in voi provaste
Come il crudo e superbo arda e devaste
Ognor le belle region' del cuore,
A me tornate, e 'l musico lavoro
Parte meco a compor, parte s'affretti
A temprar la gran fiamma, ond'io mi moro."
Sì disse Aminta, e in più d'un Faggio i detti
Scrisse, e de' Faggi col frondoso Coro
Crescer poi vide e vegetar gli affetti.