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By Giovanni Guidiccioni

Viva fiamma di Marte, onor de' tuoi

ch'Urbino un tempo e più l'Italia ornâro,

mira che giogo vil, che duolo amaro

preme or l'altrice de' famosi eroi.

Abita morte ne' begli occhi suoi,

che fûr del mondo il sol più ardente e chiaro;

duolsene il Tebro e grida: — O duce raro,

muovi le schiere onde tant'osi e puoi,

e qui ne vien dove lo stuol degli empi

fura le sacre e gloriose spoglie

e tinge il ferro d'innocente sangue:

le tue vittorie e le mie giuste voglie

e i difetti del fato, ond'ella langue,

tu, che sol déi, con le lor morti adempi.