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Da gli antri loro a lacerarti il petto,
Filli crudel, vengan d'Averno i Mostri:
L'empia Megera e la spietata Aletto
Nel sangue tuo gli angui del crin s'inostri.
Contro di te col più temuto aspetto
Venga la Morte da' tartarei chiostri;
Eternamente il mio tradito affetto
In sembianze di Furia a te si mostri.
Quella pace, o crudel, che a me togliesti,
Giusto ti nieghi il Ciel: sempre il tuo core
Frema agitato da pensier' funesti.
La pena tua, l'eterno tuo dolore
Per memorando esempio al Mondo resti
Di chi tradisce un innocente Amore.