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By Guido Gozzano

Un tulle, verdognolo d'alga,

l'avvolge: bellissimo all'occhio,

ed Ella m'accenna dal cocchio —

si sfolla il teatro — ch'io salga:

«Positivista irredento,

un'ora fraterna e un the raro

a casa vo' darle e il commento

dell'opere di Fogazzaro».

Sì! Vengo! Ideale, convertici

gli ardori dell'anime calme;

uniscile come le palme

toccantesi solo coi vertici.

Le forme bellissime sue

non curo, o Signora! Il Maestro

(non so se pudìco o maldestro)

ci vieta servircene a due.

Daniele non bacia la bocca

ma fugge per Fede e Speranza,

vaporeggiando a distanza

l'amor della Donna non tocca.

Ah! Lungi l'orrore dei sensi!

E noi penseremo, o Signora,

l'azzurreggiante d'incensi

Cappella Sistina canora.

Papaveri! E l'ora più blanda

faremo, Signora, con quella

del Sonno tremenda sorella:

(prodigio di versi!... ) Miranda.

Dispongo le carni compunte,

Marchesa, mia pura sorella,

la palma pensando, che snella

non lega le basi alle punte.

Le basi... le punte incorrotte...

il the... Fogazzaro... Marchesa!

Ma questo sparato mi pesa!

Non ho la camicia da notte...