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By Auteur inconnu

Tacete, o venti, e tu, che volgi l'onde,

Strepitoso ruscel, di sasso in sasso,

Arresta il corso, o muovi lento il passo,

Ché dorme la mia Ninfa in queste sponde.

Ella riposa, e delle mie profonde

Acerbe piaghe il duol non sente, ahi lasso!

E s'io mi lagno in suon lugubre e basso,

Eco sola dagli antri a me risponde.

Di tormentarmi il core, ahi, nuove forme

Sogna forse l'ingrata, o d'altro Amante

A lato, ahimè, si crede, or ch'ella dorme.

Oh, s'egli è ver, d'alto fragor sonante

Il rio sen corra a' desir' miei conforme,

E scuota impetuoso Euro le piante.