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Di questi vaghi fior', tra cento e cento
Scelti pur ora a questo colle intorno,
Rendi, o Ninfa gentile, il crine adorno,
Il crin, ch'erra incomposto e sparso al vento.
Ben parte io ti darei di questo armento:
Ma lo suol numerar di corno in corno
Il Padre mio sul tramontar del giorno,
E sai ben quanto l'ire sue pavento.
Perché l'altr'ier là presso a quelle fratte,
Varcando il rio, mi si affogò nell'acque
Un suo Torello, ognor mi sgrida e batte.
Pur io ti serbo un Agnellin, che nacque
Già son due giorni, e bianco è più che il latte:
Altro lasciarmi al crudo Ciel non piacque.