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By Auteur inconnu

Arsi di nobil foco, e 'l foco mio

Fu santo influsso d'increata Stella,

Foco, che spense qual più rea facella

Sovente avvampa in giovenil desio,

Foco, che quel mio rozzo aspro natio

Ringentilì genio selvaggio, e a quella

Mente schiva e d'Amor sempre rubella

Diè grazia e spirto e gentilezza e brio.

Che come industre agricoltor sagace

Gli arsi sterpi sotterra entro il rivolto

Suolo, e 'l rende dimestico e ferace,

Sì nel mio 'ngegno, qual terreno incolto,

Il sommo Amor dell'immortal sua face

Versò gli ardori, e 'l feo gentile e colto.