4.

By Niccolò Tommaseo

Un popolo i mari passò,

austera una razza creò,

rampollo divelto dal sen

materno, che in forte terren

i rami nel libero va

spandendo, e gran selva si fa.

Fanciulla non rise o vagì,

di vergine amor non gioì;

ma crebbe possente a raccor

adulte le gioie e i dolor'.

Gettossi bramosa sui ben'

che crescon dal fango terren,

feroce con lor s'abbracciò,

e quasi d'amor palpitò.

L'immenso de' campi ondeggiar,

le immense pianure de' mar',

de' fiumi il profondo muggir,

de' boschi il sublime stormir,

ridusse in venale valor:

e l'uomo (tremendo tesor)

al tasto e al color giudicò;

gli spirti al mercato comprò:

la morte ai Selvaggi vendé,

e il vizio, più dura dei re.

Ahi popol mercante ed artier,

briaco di grossi pensier,

la razza, tuo spregio e terror,

segnata d'infame color,

un dì sulla tua libertà,

qual grandine grossa, cadrà.

Deh rompi la nebbia il cui vel

ti toglie i sereni del ciel.

Colui che tu chiami Signor,

fu semplice e mite di cuor.