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Nobil fama, che udir' l'Indo e l'Eufrate
, Qua tragge incliti Spirti, e lieta il varco
Mostra, ove fersi e torri e logge aurate
Del Vaticano all'ampie terga incarco.
Poi quelle addita eccelse pompe, ornate
D'arte e d'ingegno, in grand'oprar non parco,
Per cui d'Urbin l'Apelle oltra ogni etate
Sorge di lauri eterni ombrato e carco.
E sì sfavilla su i colori ardenti
Grazia gentil, che l'occhio e 'l piè s'arresta;
E forte son d'amor prese le genti,
Gridando alfine: “E che sperar più resta
Dall'Arte! ogn'Arte, che più alzarse or tenti,
Poggi anche al sommo, e sol fia pari a questa.”