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Quando la sera sul tranquillo Mare
Soavemente l'aura increspa l'onda,
Sparsa la chioma al vento umida e bionda,
Sorger suol Galatea dell'acque chiare.
Appena un dì l'orme leggiadre e care
Portò sul lido, ove la spuma inonda,
Carco l'irsuto crin d'orribil fronda,
Tra folte gregge Polifemo appare.
“Mille Agnelletti in questa falda pasco,
Ed ho cento Vitelle ancor di latte
Di là dal Monte, ove l'Armento mugge.
Tutto ti dono, e in povertà non casco.
Ninfa gentil, se le tue labbra intatte ...”
Volea più dir, ma Galatea sen fugge.