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By Giovanni Boccaccio

Amico, se tu vuogli avere onore

o signoria di terra,

con volontà fa guerra

e co' ragione pace:

a questo modo è l'uom signor verace.

Bisogna all'uom, che vuol avere effetto

di cosa alcuna, saper la ragione

del disiato fine: avrà diletto

dopo 'l saper se fa l'operazione;

come sta sopra sol per la ragione

d'ogni brutto animale

l'uom ch'è razionale,

così l'uom, ch'a dovere

vive, e' sta sopra' servi del volere.

Creder non dei ch'alcun per gran lignaggio

di signoria ricever debba onore,

ché da natura non procede omaggio,

ma vizio servo, e virtù fa signore:

ché Dio libertà mise in uman core

e discrezion ch'elegga

lo bene e 'l mal corregga,

onde chi sé non doma

convien di servitù che porti soma.

Da gran necessità el male ordinato

e 'l ben disposto al signor fue sommesso,

a ciò che di vertù fosse esaltato

lo buono, e 'l rio punito de l'eccesso;

fu solo a quel signor regnar comesso

che visse virtuoso,

sanza ordine abandona

la signoria e servitù lo sprona.

E ragion dei e ordine servare

po' che da lor procede signoria:

invoca Idio dunque nel cominciare,

e 'l tuo volere a te non soprastia,

e se hai cupidità, cacciala via,

e sieti sempre dura:

se già nolla sicura

ragion tua cominciata,

nolla seguir, s'è non ben cominciata.

Fa che ti rechi dentro dalla mente

lo peso che portar dei sopra ispalle,

e l'ordine dispon primieramente

lo qual servar farai per ogni calle,

ché leggermente da mont'e da valle

colui sale e discende

che ben provede e 'ntende

ciò ch'essergli può incontro

Gravi compagni a' tuo consigli eleggi,

savi che d'esso 'ficio sieno isperti,

e famigliar, che quando gli correggi,

contra tua voglia già nessuno concerti

e tu di gastigargli non ti perti:

questo vidde congiunti

ché, perché non sono punti

de' falli gastigati,

molti signori han già vituperati.

Habito prendi ch'a tua dignitade

s'avenca: in signor vole apparenza.

Usa costumi di nobilitade

entro, benché non sien di vile essenza;

e' famigliari che tuoi riverenza

ti faccin a tutt'ore

ma più quando esci fuore:

se non ti riverisce

quel d'entro, quel di fuor non t'ubidisce.

Il tuo collegio a te spesso raguna;

dimanda lor di quel che tu non senti,

a ciò che se fallassi in cosa alcuna

tu ponga all'ammendar gl'intendimenti.

Mostra che' lor consigli ti contenti:

non parrà ch'avvalere

tu vuogli nel tuo dire:

alcun ben che ti spiaccia,

dimostra almen che 'n qualche parte piaccia.

Kara ti paia ogni cosa non vile:

voglia per buon consiglio sempre fare,

siasi chi vuole giovane o sinile,

volere d'ogni cosa adimandare:

a ciò provedi loco che ti pare

segreto e più adatto

per lo miglior del fatto;

eleggi tempo e punto

coll'uom che alla ragion sia più congiunto.

L'usanza a te di terra sottoposta

onorerai non come di villani:

fara'ne cortesia, ché poco costa

e vale assai, cogli loro anziani,

e simile cogli altri terrazzani:

tengonsi ad onoranza,

se veggon che possanza

gli onori: a te gli trai

e non da men giustizia gli farai.

Mira e guarda, se è ispeziale

grazia chiesta, che giustizia porti:

nolla prometter ma con generale

risposta fa che 'l chieditor conforti:

saggio signore ha gli costumi acorti,

grazioso in parole,

e' fa quel che far vole:

ha lingua graziosa,

piacere e giustizia fa in ogni cosa.

Non ti turbar per cosa che tu vegga,

sì che in giustizia far non fosse errante:

l'altrui fallizie in te virtù non spenga:

s'alcun si duol non ne mutar sembiante,

che non è sanza pace

e giustizia verace;

e l'uom che l'ira tiene

vero conoscimento non mantiene.

Ordina il vero della tua famiglia

sì ch'abbi il suo bisogno la natura:

e secondo il salaro l'assottiglia

che troppo e poco non sconci: misura

e tempo e modo d'avere procura;

veduto è dell'assai

aver tormento e guai,

e del poco ordinato

venir letizia, per tal modo, e stato.

Paia tua faccia e 'l viso sempre chiaro

a mensa, e non garrir per masserizia:

sovente el vino dolce 'venta amaro,

quando chi 'l dà ne dimostra tristizia;

se poc'ha' ispenditore in avarizia,

o per la spesa larga

contra dovere isparga,

e aveditene a mensa,

in altro loco d'amendarlo pensa.

Quando bisogna, fa ciascun servire,

secondo e gradi, a mensa, in ogni loco:

dimolte cose, ch'a viltà t'è dire,

falle 'l donzello e 'l berroviere e 'l cuoco:

lo proveder bisogna è cosa poca

e fan per te onore;

se mancan di signore

è talor troppo danno:

credi ch'i' so come le cose vanno.

Ricorda all'offizial che fermo credi

che 'n tutto sia leal suo portamento:

sollecito lo fa, ispesso lo vedi;

gli famigliar, fatto 'l comandamento,

prima ch'a Dio non faccian spiacimento,

secondo suo timore,

a te facciano onore:

amico mio, fratello,

l'un l'altro mischia non facci con ello.

Strigni che gioco né furto si faccia

in casa, e nollo rompan con puttane:

fuor modo el mormorio in tutto si faccia

onde procedon solo cose vane:

e tu provedi di sira e da mane,

e fredda lor bisogne

secondo ragion pogne:

mira poi più cagione:

a chi fallasse, dagli punigione.

Tenga ciascun sue arme apparecchiate,

sia presto ov'è bisogna d'ubbidire,

per esseguir le cose comandate;

sanza persona singular servire,

a lor non si potrebbe tanto dire;

ma chi non vuol far male,

viva netto e leale;

non può far se non bene,

e se altro fa, non merita gran pene.

Ultimamente, s'ordini e disponi,

fa ch'a te stesso non sie mentitore,

e fa d'aver onore, e 'l cor proponi:

fa che dell'ordin sia el mantenitore.

Saranne per ragion guadagnatore

s'al buon consiglio credi

e di sé ti provvedi:

però che ciò facendo

a casa tornerai d'amor godendo.