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Del vago Adon, per gelosia di Marte,
Spento Vener piangea l'infausto Amore,
Ma non porgean conforto al suo dolore
Tante lagrime e tante indarno sparte;
Quando ella vide il suo gentil Pastore
Scolto per te, Parodi, e sì dall'arte
Finto il volto divin, che in ogni parte
Più vago era di quel che avea nel core.
Frenando allora il pianto suo, risolse
Dar vita al freddo sasso, e l'immortale
Fuoco dal Ciel per animarlo tolse.
Già gl'infondea nel sen spirto vitale,
Ma la mano arrestò, ch'ella non volse
La bell'opra immortal render mortale.