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By Erasmo da Valvasone

Quasi Tifeo, che sotto il monte freme,

poi che per far a Giove orribili onte,

et a sé varco al Ciel di monte in monte,

Otri, Ossa, Olimpo e Pella pose insieme,

il mio folle pensier di speme in speme

s'era levato a la serena fronte

di lei, che per virtù felici e conte,

Amor, il mondo riverisce e teme.

Ma quindi il miser , poi che non sostenne

il folgorar de' dua begli occhi spesso,

con troppo alta ruina a terra venne,

et or si giace; et in eterno oppresso

da mille ad or ad or Vesuvii et Enne

spira l'immenso ardor diffuso in esso.