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Giunto quel Grande ove l'altrui gran torto
E 'l suo duolo il guidò ramingo e vago,
Spettacolo infelice, aspro conforto
Cartago a Mario fu, Mario a Cartago.
A lui quella dicea: "Chi qua ti ha scorto
Ne' miei scempj a mirar de' tuoi l'immago?"
Ed egli a lei: "Ne' tuoi naufragj il Porto
Trovo a proprj naufragj, e in te m'appago."
Così un dì nel mio volto al dolor mio
Mostrai 'l suo volto, ed egl'in sé i mie' guai
Coll'energia d'un guardo a me scoprio,
E disse: "Ascolta il tuo Destin. Sarai
Sempre misero e in pene". Allor diss'io:
"In pene sì, ma in servitù non mai."