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By Antonio Tebaldeo

Perché segue il Gonzaga e che gli è tolto

servirte, Enea, non men del Troian pio,

manda me in vece sua, visto che il mio

esser dal suo non è diverso molto.

Ei visso è sempre in molti lacci avolto,

poiché fu preda a un cor spietato e rio.

Tu vedi in quante corde me trovi io

che, se si rompen, ben non resto sciolto.

Di dentro è vòto Enea, ché l'alma è uscita,

io vòto son; ei parla e non è vivo,

et io son morto et ho voce expedita.

In me, che a le tue mani eburne arrivo,

se specchi chi desia tanto la vita,

ché felice son io perché non vivo.