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By Antonio Tebaldeo

Hor che tempo era di tornare in porto

per mutar remi, antenna, ancore e sarte,

e insieme radunar le vele sparte,

che rotte con vergogna a l'arbor porto,

dal freddo clima un crudel vento è sorto

che da riva me spinge in altra parte;

e s'io non trovo altro soccorso et arte,

temo che 'l mio camin fia tristo e corto:

ch'io veggio da lontano in mare un scoglio

ove la stella mia dritto me mena,

e di fortuna ognhor cresce l'orgoglio;

e sentovi cantare una syrena

che per forza mi tira ove io non voglio,

tanto ho del suo bel suon l'orechia piena.