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Hor che tempo era di tornare in porto
per mutar remi, antenna, ancore e sarte,
e insieme radunar le vele sparte,
che rotte con vergogna a l'arbor porto,
dal freddo clima un crudel vento è sorto
che da riva me spinge in altra parte;
e s'io non trovo altro soccorso et arte,
temo che 'l mio camin fia tristo e corto:
ch'io veggio da lontano in mare un scoglio
ove la stella mia dritto me mena,
e di fortuna ognhor cresce l'orgoglio;
e sentovi cantare una syrena
che per forza mi tira ove io non voglio,
tanto ho del suo bel suon l'orechia piena.