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By Torquato Tasso

Udite affetto nuovo:

or chi fia mai che 'l creda,

ch'ami io donna ch'è brutta e me n'avveda?

Egli è pur vero e provo

(o d'amor meraviglie alte e secrete!)

che debil filo ordir può salda rete,

e rintuzzato strale

far piaga aspra e mortale,

e da spente faville

sorgere un foco no, ma mille e mille.

O forse Amor non vuole

oprar in me cosa altre volte intesa:

far che s'ami una bella è lieve impresa;

ma ch'io segua o mi strugga

per bruttezza che fugga,

se miscredente io fui,

miracolo è di me degno e di lui.

O forse, com'uom suole

meglio condir amaro acerbo frutto

ch'altro in sé dolce o pur maturo in tutto,

sì può Amor nel suo mele

meglio l'acerbo e 'l fele

condir de la bruttezza,

che la beltà ch'esser condita sprezza.

Dunque, se per natura

il bello e 'l brutto dolce è per Amore,

qual d'essi sua dolcezza avrà maggiore?

Fia maggior il diletto

che vien dal più perfetto.

Male agguagliar si ponno:

la Natura è ministra, Amore è donno.

O mia somma ventura!

Or chi fia mai che 'l creda

ch'ami io donna ch'è brutta e me n'avveda?