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By Auteur inconnu

Come Tempj e Trionfi e Statue ergete,

Mentre, o bell'Arti, il fiero, empio Ottomano

Per saziar l'inestinguibil sete

Or sangue chiede, e non lo chiede invano!

La Grecia in servil giogo ahi pur vedete;

Vedete pur la sanguinosa mano,

Ch'il più bel fior di nostra gente or miete,

E la via tenta aprirsi al suol Romano.

Ma v'odo dir: "CLEMENTE alla difesa

Del suo Popol fedel veglia, e il desio

In noi destò d'ogni più degna impresa;

CLEMENTE, entro il cui sen parla quel Dio,

Che contra l'Asia, a' nostri danni intesa,

Parlò altre volte ad Innocenzo e a Pio."