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"Folle," mi disse Amor, "cui grave incarco
Sembra servir chi dolce è nell'impero,
E dolce or è benigno ed or severo,
E dolce ha in uso la faretra e l'arco;
Che, di gravose cure onusto e carco,
Porta 'l cor grave e torbido il pensiero,
Né torce il piè dal rigido sentiero
Pria che s'incontri in chi l'attende al varco."
Sì m'alletta e minaccia, e una dolcezza
Mi scorre tosto per le calde vene,
Che la mia strugge antica rigidezza.
Poi sull'immagin del futuro bene
Veggio scolpita incognita amarezza,
Che forse è lo timor misto alla spene.