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By Auteur inconnu

“Qualor mi specchio di Nereo sul lito

Considerando questa mia persona,

Veggio che a torto hammi Colei schernito,

Che troppo indegnamente altrui si dona.

Garzoncel non son io, né d'or crinito,

Né delle guance mie tal fama suona,

Che dall'Aquila io tema un dì rapito

Ire al servigio di Colui che tuona.

Ma son Gigante, e l'ampia luce, e pura,

Che in fronte io porto, a mille vele sparte

Splende la notte in Mar qual Cinosura.

Caggionmi sulle spalle i crin' senz'arte,

Sul petto i velli, e tal mi fé natura,

Che m'adombrò, quando fé Alcide e Marte.”