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In quell'ora, in cui dal Cielo
Toglie il velo
Delle fosche ombre l'Aurora,
E col raggio il dì nascente
D'Oriente
Parte inostra e parte indora,
Vago sogno a i chiusi lumi
Valli e fiumi,
Rive e mari, e colli offerse:
Verdi boschi, ombrosi monti,
Laghi e fonti,
Prati e fior', piante diverse.
Per li rami a stuolo a stuolo
L'ali a volo
Discogliean dipinti Augelli,
Accordando i dolci canti
All'erranti
Armonie d'aure e ruscelli.
Più d'ogn'altro altera e sola
Lieta vola
Una candida Colomba,
Del cui ricco eccelso nido
Ogni lido
Di quel luogo alto rimbomba.
Mentre il collo al Sol s'ergea,
Si tingea
Di colori oltramarini,
E sembrava intorno intorno
Tutto adorno
Di smeraldi e di rubini.
Io scorgea con gran diletto
L'ali e 'l petto
Biancheggiar d'argentee piume,
Ed uscir per le pupille
Le faville
D'un'interno immenso lume.
Quando vidi in un'istante
Il sembiante
E 'l color tutto cangiarsi,
E di vanni assai più franchi
Cinta i fianchi,
Di Colomba Aquila farsi.
Poggiò in alto, e in un momento
Più del vento,
Più del fulmine leggiera,
Del pensier veloce al pari,
Terre e Mari
Scorse, e il Ciel di sfera in sfera.
Ma sebben sì presta gira,
Pur rimira
Ogni oggetto a parte a parte,
Poiché scorgon gli occhi sui
Quanto altrui
Suol celar Natura, ed Arte.
Vede ciò che l'ampia Terra,
E 'l Mar serra
Nelle viscere profonde;
Vede ciò ch'in vasto seno
Con sereno
Vel di luce il Ciel nasconde.
Poi fermossi, e in sulle penne
Si sostenne,
Gli occhi immoti al Sole affissi;
E spiò quanta riluce
Alta luce
Di sue fiamme entro gli abissi.
Scese alfin nell'onde chiare
D'un gran Mare,
Ed in lor tutta s'immerse,
Ma più vaga indi rinacque,
Ché dall'acque
Trasformata in Cigno emerse.
Sovra l'onde iva nòtando,
E cantando
D'altri Cigni eletto coro,
Ma di lui solo agli accenti
Tutti intenti
Raffrenaro i canti loro.
Egli allora in note or gravi,
Or soavi
Sì gentil voce disciolse,
Ch'ad udirlo da Permesso
Febo stesso
Colle Muse il piè rivolse,
E gridò: “Suore gradite,
Deh mi dite,
Ch'a me stesso il credo appena:
Questo canto, ch'or sì dolce
L'aria molce,
È di Cigno o di Sirena?”
Mentre il Nume d'Elicona
Far corona
Gli volea d'eccelse rime,
Ei dal Mare a volo sorge
Dove scorge
Verdeggiar Palma sublime.
D'odorate piante coglie
Rami e foglie,
E gran pira ivi compone.
Cassia, e cinnamo Sabeo,
Nardo Ideo,
Mirra e balsamo vi pone.
Indi asceso in l'alta mole,
Volto al Sole,
Batte l'ali a poco a poco,
Finché un raggio a i legni scende,
E s'accende
Infra lor mirabil foco,
Foco, ch'arde e che consuma,
Colla piuma,
Sol di lui l'esterna forma,
Ma in sembianza altra novella,
Vie più bella
Dell'antica, lo trasforma.
Splendon d'oro il capo ornato,
D'ostro il lato,
La cervice, il tergo, e l'ale,
E la parte più suprema
D'un diadema
Luminoso al Sole eguale.
“Vivi pur, nuova Fenice”,
Lieto dice
Quel del mar bianco drappello,
“Vivi pur quanto tra i suoi
Lidi Eoi
Viver suol l'Arabo Augello.”
Verso il Ciel de' Cigni al canto
Ella intanto
L'ali alzò sparse di rose,
E sì ascese ch'al mio sguardo
Frale e tardo
Col bel sogno si nascose.