43. Per gioiosa baldanza.

By Auteur inconnu

Per gioiosa baldanza

lo meo cor torna a vita

ed in salita - di tutto placimento,

c'Amor mi dà fidanza

di sanar mia ferita

e più mi 'nvita - a buon confortamento;

dond'io degio allegrare

ed ubrïare

li tormenti e 'l dolore e le gran pene,

c'omo senz'affannare

già avanzare

non por<r>ia d'alte gioi, nè di gran bene.

Lo meo bene a diporto

vegio tuttor salire,

po' che 'l martire - lontano stato sia.

Folle chi disconforto

prende del buon servire,

perchè gradire - no 'l faccia tuttavia;

c'a suo loco ogni cosa

torna e riposa,

perchè lo vuoi misura e veritate:

dunqu' à vita gioiosa

de l'angosciosa

chi serve a dirit<t>ura e a lealtate.

A lealtà serviragio

a madonna a tut<t>ora,

e più mi 'ncora - la sua benvolenza;

istando a mal servagio

gravami la dimora,

chè non colora - in mostrarmi plagenza;

dond'eo fu' già perito

ed ismarito,

se non fosse l'Amor che m'asicura

del su' amoroso invito,

che m'à redito

in sollazo e a dolzor di sua figura.

Di sua figura ò 'l fiore

de la più ric<c>a spera

e plagentera - che mai avesse amante;

non sento più dolore,

di fenice ò manera,

chè 'n vita altera - torno al simigliante.

E son vivuto in foco

a poco a poco,

anzi m'adoco in gioia e 'n alegreza;

de l'arsura so 'n gioco

. . e non poco

. . . . di tanta agresteza.

Non dico c'arsura agia,

nè mai potess' avere

al mio parere - vegendo ritornare

la gioi che mi 'ncoragia

e fa tutto valere

che nel tenere - mi por<r>ia persevrare;

e breve il mostreragio,

chè sì faragio

com fece Lanciallotto ver Morgana,

quando il tenea in servagio

del bel visagio,

che torno, rotto la catena vana.

Vanamente pensava

chi mi fece alontare

ed ubrïare - a la mia segnoria,

chè steo dismisurava

inver madonna amare,

fu mio furare - de l'amorosa via.

Però tant'ò patuto

c'ò conosciuto

lo diritto c'avea tuttor ver ella;

chè s'eo son proveduto

e 'n gioi saluto

ben contar no 'l por<r>ia c'all'alta stella.

A la stella piagente,

canzone gente,

con tut<t>a reverenza m'acomanda;

di' c'ogni suo servente

ista gaudente

poi che sormonta e agenza sua ghirlanda.