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Quel desir folle, che ne' più verd'anni
Dal vecchio retto calle mi desvia,
Sì lusinga il mio cor, tragge la mia
Mente, ch'amar mi sforza anco i miei danni.
Ma se m'addita quei fallaci inganni
Pensier, che saggiamente in me si cria,
M'avveggio allor della perduta via,
L'orme seguendo de' miei dolci affanni.
E poiché nel cammin primiero il piede
Frettoloso ritorna e l'occhio ardito
Si volge a i lacci, che disciolti vede,
M'arresto in un fra stupido e smarrito,
Come Nocchier, che salvo al porto riede,
E 'l mar poi guata, e quasi abborre il lito.