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By Antonio Tebaldeo

Da quel giorno infelice e da quella hora

che nel bosco mi fu teso l'inganno,

doe diverse stagion' ferme in me stanno,

dentro ho la primavera e il verno fuora:

coprise il crin di neve e il cor se infiora.

E quanto più bella ombra al petto fanno

le piante che là giuso il pie' preso hanno,

più il verno il volto afflige e discolora.

Né maraviglia è se Tristezza induce

Primavera consueta alegrar sempre:

ché Amor e non Natura la conduce.

Che abbia pur quanto vòl perfette tempre,

come Amor se ne fa ministro e duce,

cosa alcuna non è che non si stempre.