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By Serafino Aquilano

Voi m'aspreggiate, o dolce mia nimica

Ch'avete di mia vita el morso in mano,

El qual mi volge, mi strugge et fatica,

Unde fugirve el mio pensier è vano.

Deh, siate alla mia fede alquanto amica

Et date al corso mio più dolce mano!

Che se fugirvi ogni hor usa al chiamarte,

Sempre è contra di me la miglior parte.