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Amore, a tue lusinghe il cor non fido,
Né co' tuoi vezzi mi nascondi il vero,
Ch'al mesto loco portami il pensiero,
Ove arse un dì l'innamorata Dido;
E intanto il fuggitivo ospite infido,
Del talamo compagno e dell'impero,
Ecco io veggio che addita al suo nocchiero
L'acceso rogo sul deserto lido.
Né la vergogna, che la faccia rea
Ti pinge, in parte la tua colpa toglie,
Per cui ne vai men baldanzoso in vista;
E invan mi mostri che l'ingrato Enea
Poscia dal Ciel la destinata moglie
E 'l nuovo Regno glorioso acquista.