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By Auteur inconnu

Già s'appressa il bel giocondo

Rubicondo

Sacro Mese al nostro Bacco,

E le viti di soavi

Tesor' gravi

La Vendemmia manda a sacco.

Di quell'Unghero Toccai

Reca omai

Tutto ciò che v'è rimaso,

Bella Nice, e al Sanlorano

Metti mano,

Ond'è ancor colmo quel vaso.

E ad onor beviam del prode,

Cui dà lode

Ogni Ninfa, ogni Pastore:

Di quel prode che col canto

Trarre ha il vanto

Pan istesso ammiratore.

Saggio Uranio, in riva al Tebro

Io celebro

Te co' nappi ossequiosi:

Te dell'Umbria illustre fregio,

Vate egregio

De' più chiari e più famosi;

Te, il cui nome orna ed infiamma

Di tal fiamma

A Quirin la fronte augusta,

Ch'ella più per te s'accende,

E risplende,

Che per l'Astro, ond'ella è onusta;

Te, che sei conforto, e guida

Pronta e fida

De' miei versi, e chiaro esempio,

Ond'anch'io talor dall'Arno

Non indarno

Muovo il piè di gloria al Tempio.

Or col mio Brindisi umile

Dal gentile

Tuo costume altro non chero,

Se non che grato risponda

Della bionda

Tua Terraia un sol bicchiero.