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Or che la calda state
già coronata di mature spiche
ci fa le fonti amiche
e le fresc' ombre grate,
ove spiran talora aure beate,
passiamo il dì cocente
lungo lucenti e mormoranti rivi,
che coi pesci lascivi
corron celatamente,
quasi avessero a schivo il sole ardente,
et a gentil soggiorno
chiamando con la lira Euterpe o Clio,
tutti posti in oblio
i danni ch' al ritorno
ci porta spesso in grembo il nuovo giorno,
non del torto del sole
camin cantiam, né de la fredda luna,
che ne l' oscura e bruna
notte errando gir suole
per le piaggie del ciel romite e sole,
né perch' Orion fiero
insin dal cielo con la spada in mano
conturbi il mare insano,
sì che spesso al nocchiero
per tema fa cangiar volto e pensiero,
come scuota Aquilone
sovente ogni montagna et ogni rocca
con la gonfiata bocca,
e con empia tenzone
toglia al solcante pin vela e timone,
come il Cane del cielo
tutto di fuoco e fiamme ardenti pieno
arda del bel terreno
il verde e vago velo,
come l' anno comparta il caldo e 'l gelo;
ma di quel grande Errico,
a cui l' Eternità vivaci carmi
sacra, e metalli e marmi
sopra il suo monte aprico,
ch' ira non temon di tempo nemico,
cantiamo le vittorie,
di cui la Fama ha sparso illustre grido
per questo e per quel lido,
sì che de le sue glorie
oscuri il sol tutte l' altrui memorie;
cantiam l' alto valore
di Lei che 'l Ciel gli diè per sposa e Donna,
ferma e salda colonna
de l' italico onore
e del bel sesso suo lume maggiore;
cantiamo i rari pregi
di quella bianca gemma orientale,
ch' ogni tesor mortale
fa che 'l mondo dispregi,
le cui virtù, gli essempi alti et egregi,
son scorta a chi desia
con opere leggiadre e gloriose,
sprezzando umane cose,
quasi ombra oscura e ria
di vero bene, al Ciel farsi la via.
In sì gentil diporto
consumiamo, Cappel, quest' ore estive
con le sorelle Dive,
che da l' occaso a l' orto
portano il nostro onor per calle corto,
e i mordaci di questa
frale vita mortale egri pensieri,
che sono i duri e veri
scogli ne la tempesta
del mar del mondo, ch' ognor ci molesta,
discacciam col consiglio
de la nostra virtù, sì che la sorte
a l' animo non porte
né pena né periglio,
e passiam lietamente il nostro essiglio.