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By Erasmo da Valvasone

Dunque per un splendor fosco e terreno,

c'ha mille insidie in sen, mille perigli,

rivolgi tu dal vero lume i cigli,

che l'angelico stuol rende sereno?

Scalzo, dianzi potei, di tesor pieno

che ben speso non scema i tuoi consigli,

far beati là suso; ecco e t'appigli,

col vulgo, a speme che vien tosto meno.

Fa' che l'Adria a tuoi cenni oro diventi,

novo Mida a' dì nostri: or quanto dura

ciò che sudando in terra operi e tenti?

E se dura, ei già te non assecura

di durar molto, né per ciò rallenti

gli anni, né compri in ciel vita futura.