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By Auteur inconnu

Oimè, che incauto Giovanetto i passi

Volsi a questo sentier torto e smarrito,

Ma - lasso! - Io lo vedea lieto e fiorito

Né seppi a qual per lui periglio andassi,

E vedea l'altro per dirupi e sassi

Aspro e scosceso ed a pochi gradito.

Or del fallo io mi pento, e sbigottito

E smorto addietro i piè tremanti e lassi

Volger vorrei, ma spenta è ogni virtute,

E il tempo vola, e quel che resta è breve,

Ed ho al fianco la ria pessima usanza.

Vergin, ch'apristi il fonte di salute,

Tu rinforza lo spirto afflitto e greve,

Tu dolce vita, tu nostra Speranza.