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Che giova a me che dietro al carro altero,
Ove assiso ten vai, superbo Amore,
Mi additi quei, che sul Troiano impero
Feron vendetta, e il lor duce maggiore,
E quel grande, al cui immenso alto valore
Fu breve spazio il gemino emisfero,
E l'altro, che in Farsaglia vincitore
Tosto il fren pose al Nilo ed all'Ibero?
Io credo ben ch'alla dolente vista
Il mio core infelice consolarse
Debba d'esser dal tuo dardo trafitto;
Ma non già, se rimorso lo contrista,
Col malo esempio altrui dovrà scusarse
E far degno di lode il suo delitto.