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By Simone Serdini

Non fiori, erbette impallidite e lasse,

non valle tenebrosa, abisso o fiume,

procelle oscure o nebbia, in lor costume,

quando si mostra Apollo, adorni fasse;

quanto un vago mirar, che a sé mi trasse

d'uno altro che mondano acceso lume,

forse non men degli angioletti nume,

m'aperse il core e serenommi il casse.

Non da tempesta mai divelto legno

da pelago decide inverso i liti,

quanto ogni altro pensier del senso uscìo.

Gli occhi celesti, i bei sembianti uniti,

l'orma gentil m'ha fatto un vivo segno

in mezzo il core, o sola al mondo iddio!