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By Antonio Tebaldeo

Mondella mio, se ben m'acorgo, vai

fuggendo de ritrar mia donna in carte,

parendo a te che mal far possa l'arte

quel che non fe' più la natura mai.

Non recusar, ché se a quel segno andrai,

veggio sopra i pittor' prisci exaltarte.

Né biasmo arai mancando in qualche parte,

ché in cose grandi aver voluto è assai.

Sai che senza il suo lume io vengo meno:

se da te non fia expresso il mio bel sole,

una vera pietà fia expressa almeno.

Io l'opra adorarò, sia come vòle:

seben è a Lui dissimile, non meno

l'imagine de Dio da nui si cole.