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Perché romper tuo corso e al comun danno
Riparo io far non posso, o veglio alato?
Non ti fu il freno già de gli anni dato
Perché fussi di lor sì rio tiranno.
Già cade - ahi quanto presto! - il second'anno
Del nostro bene, e già t'avventi armato
Incontro al terzo. Ah ferma, il nostro stato
Ti mova, e il pianto e il gran pubblico affanno.
Troppo soave è a questo almo terreno
L'eroe che il regge, ed omai troppo fansi
Vicini i dì, che gir conviengli altrove.
Per quei che restan va' men ratto almeno.
O quai, se a ciò ti pieghi, intorno udransi,
Quai, di te piene, eccelse rime e nove!