446)

By Auteur inconnu

Perché romper tuo corso e al comun danno

Riparo io far non posso, o veglio alato?

Non ti fu il freno già de gli anni dato

Perché fussi di lor sì rio tiranno.

Già cade - ahi quanto presto! - il second'anno

Del nostro bene, e già t'avventi armato

Incontro al terzo. Ah ferma, il nostro stato

Ti mova, e il pianto e il gran pubblico affanno.

Troppo soave è a questo almo terreno

L'eroe che il regge, ed omai troppo fansi

Vicini i dì, che gir conviengli altrove.

Per quei che restan va' men ratto almeno.

O quai, se a ciò ti pieghi, intorno udransi,

Quai, di te piene, eccelse rime e nove!