447

By Auteur inconnu

Volgemi spesso Amor benigno il guardo,

Indi più fiero le saette avventa,

Come colui, che 'l teso arco rallenta,

Acciò poi n'esca più veloce il dardo.

Crede il mio cor che per pietate ei tardo

Sia nel ferirmi e ch'abbia l'ira spenta,

Ma senza speme ogni martir paventa,

Allor che vede il suo pensier bugiardo.

E quanto lice a suddito si duole

Che 'l suo Signor l'offenda e lo deluda

In quella guisa ch'un Tiranno suole,

Ché ben chi 'l ferro occultamente snuda

Offende Astrea, che vibra in faccia al Sole

De' rei sul capo ognor la spada ignuda.