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By Auteur inconnu

Mille timori dal medesmo fonte

Nascere io veggio e dilatarsi in guisa

Che correr suole in più ruscei divisa

L'onda, che sola nasce appiè del monte,

E coll'ale non più celeri e pronte

Starsi la brama umilemente assisa

Appresso alla mestizia e alla derisa

Speme, per pria cotanto altera in fronte.

Il reo di tanti affanni, Amor, tu sei

E 'l fabbro insidioso, ch'allettavi

Coll'esca del piacere i sensi miei;

E 'l sono anch'io, ché quando mi legavi

Godea, ma peno io solo, ambo siam rei,

E tu ridendo il mio supplicio aggravi.