448)
Spingo per lunga dirupata strada
Lento destrier, cui di spronar son stanco,
Fuggendo lui, che i suoi pel torto e manco
Sentier conduce, e a cui sol scampo aggrada.
Ma il fier mi segue, e ovunque, lasso, io vada,
Sento fischiarmi le saette al fianco:
Già tutto di timore agghiaccio e imbianco,
Già, già par che il destrier sotto mi cada.
Ahimè, ch'in breve avrò l'empio alle spalle
E seco morte: chi dal fero artiglio,
Chi mi sottragge? uman poter non vale.
Padre del Ciel, riguarda il mio periglio
E tu m'aita. Erto e sassoso è il calle,
Zoppo il destriero, ed il nimico ha l'ale.