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By Antonio Tebaldeo

Se data avesse a me tanta richezza,

madonna, il ciel quanta concesse fede,

il povero mio don che al vostro cede,

fòra, se non maggior, di par grandezza.

Ma se il voler è quel che in noi si prezza,

né men chi incenso che chi oro diede

sempre fu in grado a chi tutto possede,

spero che sia degnato a tanta altezza.

Sendo voi cosa inusitata e rara

cosa, vi mando questo animal strano

non visto più, se non al tempo nostro;

e con lui insieme, quel augel che impara

ciò che ode, ché mi par che 'l canto humano

non basti a celebrar il nome vostro.