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Ghedin, non vedi che i miei stanchi e lenti
Remi, sol usi a gir lungo le sponde,
Mal potriano solcar l'acque profonde
Del vasto Mare, a cui m'inviti e tenti?
Se avessi, come tu, legni possenti
A gir per l'alto, ove più ciechi asconde
Naufragi e morti, invan fremer dell'onde
L'ire s'udriano e il furiar de i venti,
E mi vedresti dietro alla gran nave
Tua varcar lieto ed insultar l'infido
Mare, e già parmi di vedermi assorto.
Lasciami, prego, costeggiare il lido:
Quinci è poc'acqua, e ancor ch'io rompa, grave
Men fia il periglio, e più vicino il porto.