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“Hier mi guardasti men superba e fera,
O bella Galatea, Sol di quest'acque;
E lo perché tu 'l sai. Dì: non ti piacque
Quel canto mio l'altrier verso la sera?
L'udir l'agreste, e la cerulea schiera,
E Proteo e Pane, e so che lor non spiacque;
Ma se fiamma per me nel cuor ti nacque,
Lascia un po' questo mar, questa riviera.
Alla spelonca mia fronzuta, e sgombra
Di schiume e d'alga per lo calle andremo,
Che pingono i fioretti, e 'l bosco adombra.”
Così cantando là nel caldo estremo,
Premea l'arene co i gran' fianchi all'ombra
D'un'altissima Selce Polifemo.